L'ansia

Un’emozione di base, innata

L’ansia è un’emozione di base, innata ed è un fenomeno del tutto normale nella vita di ogni individuo. È una risposta del nostro organismo, in seguito alla percezione di uno stimolo ritenuto pericoloso e verso cui non ci riteniamo sufficientemente capaci di reagire. L’organismo si attiva e così manifesta dei sintomi o delle reazioni di tipo fisiologico, cognitivo, comportamentale ed emotivo.

Dunque, se l’ansia è moderata, è del tutto normale e può risultare anche utile, perché ci mette in allerta e ci permette di reagire in tempo e di evitare conseguenze.

Se invece l’ansia è eccessiva, con la sensazione che sia qualcosa fuori dal nostro controllo, rispetto alla situazione in cui ci troviamo e che dura troppo a lungo, ci troviamo di fronte a un vero e proprio problema. Infatti, in quest’ultimo caso, anche fare la cosa più semplice, diventa uno sforzo enorme (ad esempio sostenere un esame, parlare in pubblico, andare a un evento e così via).

L’ansia è un’emozione di base, innata ed è un fenomeno del tutto normale nella vita di ogni individuo. È una risposta del nostro organismo, in seguito alla percezione di uno stimolo ritenuto pericoloso e verso cui non ci riteniamo sufficientemente capaci di reagire. L’organismo si attiva e così manifesta dei sintomi o delle reazioni di tipo fisiologico, cognitivo, comportamentale ed emotivo.

Dunque, se l’ansia è moderata, è del tutto normale e può risultare anche utile, perché ci mette in allerta e ci permette di reagire in tempo e di evitare conseguenze.

Se invece l’ansia è eccessiva, con la sensazione che sia qualcosa fuori dal nostro controllo, rispetto alla situazione in cui ci troviamo e che dura troppo a lungo, ci troviamo di fronte a un vero e proprio problema. Infatti, in quest’ultimo caso, anche fare la cosa più semplice, diventa uno sforzo enorme (ad esempio sostenere un esame, parlare in pubblico, andare a un evento e così via).

Ansia e sintomi

L’ansia comprende una costellazione di sintomi cognitivi, comportamentali e fisici.

Sintomi cognitivi:

senso di vuoto mentale

• sensazione crescente di allarme e pericolo

• insorgenza di immagini, ricordi e/o pensieri negativi

• adozione di comportamenti protettivi cognitivi

• sensazione di essere osservati e/o di essere al centro dell’attenzione altrui

Sintomi comportamentali:

Evitamento, ovvero il tenersi lontani da tutte quelle situazioni che possono provocare ansia. Ciò ha un impatto negativo soprattutto quando l’evitamento riguarda situazioni utili all’individuo (ad es. prendere i mezzi pubblici, parlare in pubblico, sostenere un esame, ecc.). Alle volte, tali limitazioni vengono ovviate tramite il ricorso a un accompagnatore o ad altri tipi di comportamenti protettivi tipo assumere ansiolitici al bisogno. In alcuni casi la persona ansiosa può adottare comportamenti passivi e di sottomissione.

Sintomi fisici:

Cardiorespiratori: palpitazioni, dolore toracico e mancanza di respiro

Le palpitazioni sono spesso il sintomo che allarma di più la persona ansiosa.

Le palpitazioni assumono anche il nome di cardiopalmo, e indicano la percezione consapevole dei propri battiti cardiaci, spesso avvertiti sul precordio (parte del torace anteriore allo sterno), alla gola o al collo. Le palpitazioni possono dare l’impressione di un’anomalia a carico del cuore; spesso, però, questa manifestazione è transitoria.

La sensazione di fiato corto o mancanza di respiro è molto frequente nei disturbi d’ansia ed è dovuta alla protratta e ripetuta respirazione toracica (pettorale). Il corpo infatti risponde allo stress aumentando la respirazione toracica a discapito di quella addominale. Ciò porta però all’affaticamento dei muscoli intercostali che, sforzandosi, hanno spasmi e causano dolori pettorali che portano alla sensazione di mancanza di respiro.

Tali sintomi cardiorespiratori possono manifestarsi nei periodi di ansia più intensa. Possono avere anche altre cause riconducibili a disturbi gastrointestinali ad esempio. Quando però tali sintomi vengono interpretati catastroficamente, la persona ansiosa può provarli con maggiore intensità e avere una crisi di panico.

Gastrointestinali: nausea e disturbi addominali

Il nostro stomaco si contrae e si rilassa in modo regolare e costante. Quando questo ritmo, per una serie di motivi, è alterato, si presenta la nausea. Le alterazioni sono dovute a diversi fattori tra cui l’ingestione di alcuni cibi o disturbi a carico di alcuni organi.

Alimentazione e digestione sono le prime funzioni corporee a bloccarsi in uno stato di allerta. Può però capitare che la persona ansiosa interpreti la nausea come un segnale di vomito imminente, portando così a un aumento dell’ansia e al panico.

disturbi vestibolari: vertigini e sensazione di svenimento

Le vertigini si possono descrivere come sensazioni di movimento rotatorio, oscillatorio o di sbandamento sperimentate mentre, in realtà, si è fermi. A volte può sembrare che sia l’ambiente intorno a noi a muoversi e oscilllare.

Le vertigini si verificano nel momento in cui le informazioni provenienti dal sistema dell’equilibrio (sistema visivo, somatosensoriale e vestibolare) entrano in conflitto. Ciò può accadere spesso in situazioni stressogene. Tuttavia, prestare notevole attenzione a queste sensazioni di sbandamento (come di frequente accade nelle persone ansiose), può aumentare le vertigini stesse.

Psicosensoriali: derealizzazione o depersonalizzazione

Con il termine depersonalizzazione, nel DSM 5, si descrivono quelle esperienze di irrealtà, distacco, o sensazione di essere un osservatore esterno rispetto al proprio corpo o ai propri pensieri, sentimenti, sensazioni, azioni. Per derealizzazione invece, si intendono quelle esperienze di irrealtà o di distacco rispetto a un ambiente (ad esempio, persone o oggetti sono vissuti come irreali, onirici, senza vita o visivamente distorti).

Queste condizioni possono essere indotte da traumi psicologici, stanchezza, deprivazione di sonno, meditazione o l’uso di droghe o sostanze come l’alcol e le benzodiazepine.

Anche in questo caso, la derealizzazione e la depersonalizzazione possono aumentare quanto più ci si spaventa di starle vivendo: la paura porta a un aumento del respiro e dei livelli di ossigeno che, a loro volta, possono aumentare tali sensazioni di distacco dalla realtà.

a blurry photo of a woman with glasses
a blurry photo of a woman with glasses

Psicoterapia dell'ansia

In base al disturbo d’ansia, correttamente diagnosticato da uno specialista, esistono appositi trattamenti farmacologici e psicologici.

Il trattamento psicoterapeutico è quello più indicato, che sia individuale o di gruppo, per la gestione in autonomia delle crisi d’ansia o attacchi di panico.

L’intervento differisce in base al disturbo, ma è possibile individuare alcune componenti fondamentali: psicoeducazione, ristrutturazione cognitiva, esposizione, rilassamento. La psicoeducazione consiste nel fornire ai pazienti informazioni circa la natura dell’ansia, incrementando così la loro comprensione dell’emozione e dei suoi meccanismi. Le persone con disturbi d’ansia hanno spesso automaticamente pensieri catastrofici nelle situazioni scatenanti; durante il trattamento, i pensieri che precedono o accompagnano i sintomi ansiosi vengono resi consapevoli in modo che la persona possa imparare ad identificarli e a modificarli attraverso la ristrutturazione cognitiva. Infine l’esposizione consiste nell’esporre il soggetto alla situazione temuta e a prevenire l’eventuale risposta di evitamento, mentre gli esercizi di rilassamento permettono di ridurre l’attivazione ed i più utilizzati sono la respirazione profonda e il rilassamento muscolare progressivo (Stein & Sareen, 2011).

Terapia farmacologia dell’ansia

La terapia farmacologica rappresenta una buona opzione per molti pazienti con disturbi d’ansia. Le classi di farmaci con la migliore evidenza scientifica di efficacia sono gli antidepressivi e le benzodiazepine. Gli antidepressivi comprendono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione di serotonina-noradrenalina (SNRI), gli antidepressivi triciclici (TCA) e gli inibitori delle monoamino-ossidasi (MAOI). Gli SSRI sono considerati farmaci di prima linea per i disturbi d’ansia, grazie ai loro livelli complessivi di efficacia, sicurezza d’uso e tollerabilità, ma possono essere presi in considerazione anche gli SNRI. Le benzodiazepine hanno un ampio spettro di efficacia nell’ambito dei disturbi d’ansia, ma possono comportare la tendenza all’abuso; possono però essere prescritte ‘al bisogno’ in particolare per il trattamento dell’ansia prevedibile e limitata a situazioni particolari (Stein & Sareen, 2011).

Strategie per affrontare l’ansia di tutti i giorni

L’associazione americana per l’ansia la depressione (ADAA) suggerisce alcune strategie per gestire l’ansia e lo stress di tutti i giorni e sentirsi meglio.

· Prendetevi una pausa. Esercizi come lo yoga, la meditazione, l’ascolto della musica o un massaggio possono aiutare a distanziarsi dai problemi e a chiarire le idee.

· Alimentazione equilibrata. Consumare pasti regolari e includere spuntini salutari per mantenere un livello di energia costante.

· Limitare alcol e caffeina. Noti per potenziare l’ansia.

· Sufficiente riposo. Assicurarsi di dormire a sufficienza, specialmente quando si è stressati.

· Esercizio quotidiano. Praticare attività fisica regolare per migliorare il benessere generale.

· Tecniche di respirazione. Utilizzare tecniche di respirazione profonda per calmare l’ansia.

· Contare lentamente fino a 10, anche fino a 20 se necessario.

· Fare del proprio meglio. Concentrarsi sul fare del proprio meglio anziché cercare la perfezione.

· Accettare di non poter controllare tutto.

· Umorismo. Trovare momenti per ridere, poiché l’umorismo può alleviare lo stress.

· Mind-set positivo. Sostituire pensieri negativi con quelli positivi per promuovere un atteggiamento positivo.

· Impegno sociale. Partecipare ad attività sociali o volontariato per creare una rete di sostegno e ottenere una pausa dallo stress quotidiano.

· Identificare le cause dell’ansia. Scrivere su un diario quando si è stressati per individuare schemi e eventi scatenanti specifici.

· Comunicare. Parlare con amici, familiari o professionisti della salute mentale per ottenere supporto e aiuto professionale quando necessario.

Un primo passo, insieme

Indirizzo

Via Vittorio Alfieri 12, Ponte San Nicolò (PD)

Contatti

+39 3479998337
grazia.basile72@yahoo.it

© 2025. All rights reserved.